lunedì 30 aprile 2018

Una statua della dea azteca Chicomecoatl... in Perù?

In Tomb Raider 1, nel quarto livello "Tomb of Qualopec", è presente una statua dorata in una delle tre stanze laterali. Si tratta di una statua della dea Chicomecoatl: dea dell'agricoltura e delle messi, in particolare del mais, nella civiltà azteca. 


La statua della dea Chicomecoatl che Lara incontra
nella Tomba di Qualopec in Tomb Raider 1. Immagine: Kelly McGuire

Curiosamente, la statua nel gioco è totalmente fuori posto: gli Aztechi vivevano nell'attuale Messico, mentre il livello visitato da Lara si trova in Perù, dov'era la civiltà degli Inca.

Chicomecoatl, che nella lingua Nahuatl (lingua azteca) significa "sette serpenti", era la controparte femminile del dio del mais Centeotl. In particolare, Chicomecoatl rappresentava il mais maturo e i semi messi da parte per coltivare le colture future, mentre il mais giovane e acerbo era rappresentato dalla divinità Xilonen, che alcuni sostengono fosse solo un nome alternativo per Centeotl, ma era probabilmente una forma più giovane della dea del mais stessa.

Entrambe le forme della dea erano normalmente raffigurate con un copricapo torreggiante (noto come "amacalli" o "casa di carta") decorato con rosette di fiori, piume e corde ritorte, che rappresentano le spighe di mais e simboleggiano la fertilità. Era tipicamente vestita di rosso, con una gonna lunga (cueitl) e un mantello triangolare (quechquemitl) simile a un poncho o uno scialle, e che stringeva due spighe di grano in ogni mano. Statue come questa erano scolpite da lastre di basalto e collocate in templi o piazze comuni come centro di culto durante le feste religiose.

Una statua della dea Chicomecoatl nel Museo
del Quai Branly a Parigi.
Periodicamente, nel quarto dei diciotto periodi di venti giorni che componevano l'anno solare azteco, si teneva una festa in onore di questa dea. Mentre i nobili aztechi si recavano al suo tempio e fingevano una battaglia dinanzi all'idolo, le ragazze portavano in processione al tempio le spighe di mais dell'anno precedente, da consacrare e riutilizzare per le semine dell'anno successivo. Inoltre, le stesse ragazze realizzavano, nell'atrio del santuario, un'immagine della divinità, con della pasta di semi d'amaranto, che onoravano tramite l'offerta di mais, fagioli e chia (salvia hispanica).

Purtroppo, vi era anche un rituale raccapricciante riguardo la dea Chicomecoatl, che comportava il sacrificio di una giovane donna (spesso schiava o prigioniera) che sarebbe stata scelta per personificare la dea del mais durante le festività della settimana. La giovane donna veniva vestita con indumenti rossi, indossava un copricapo di carta, corteccia rossa e spighe di granoturco, le sue guance erano dipinte di rosso e indossava scintillanti gioielli d'oro.

Per alcuni giorni, la giovane donna veniva trattata come una dea e portava in giro imitazioni di spighe di grano realizzate con oro e piume. Tuttavia, l'ultima notte dei festeggiamenti, la povera donna veniva portata via dai sacerdoti, decapitata, scorticata e il suo sangue versato sopra una statua di Chicomecoatl, onorando così la dea e assicurando la stessa sopravvivenza della comunità.


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